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pittura analitica geometrica colori pastello

Sebastiano Sallemi – Alla ricerca dell’essenziale

Insegnante di Discipline plastiche e artista, va alla ricerca dell’essenziale. Sebastiano Sallemi vive di forme, colori, luci e suoni. Il suo percorso lo ha portato ad avvicinarsi alla pittura analitica, tra sperimentazioni e progressiva semplificazione.

Raccontaci il tuo percorso artistico.

Ho iniziato ad avvicinarmi alla pittura all’istituto d’arte ed è stato un amore a prima, anche grazie a ottimi professori che mi hanno avviato verso questa forma espressiva. Ho poi continuato incessantemente a disegnare e dipingere, approfondendo anche la conoscenza dei diversi materiali. All’accademia ho iniziato a utilizzare legno, cartoni speciali, vernici e così via. Dopo tre anni di studio del restauro mi sono specializzato in scultura, e oggi sono insegnante di Discipline plastiche, ma il mio rapporto con la pittura non si è mai interrotto. È stato un percorso che ha attraversato diverse fasi. All’inizio, nell’ambito del plastico, mi sono ispirato a grandi artisti come Louise Nevelson, nota per l’uso di materiali di recupero. Poi via via mi sono spostato verso la pittura e in particolare la pittura analitica.

Di che cosa si tratta?

La pittura analitica è una corrente artistica nata in Italia negli anni Sessanta, che ruota intorno allo studio dei materiali e tende a un’estrema semplificazione delle forme. Mi sono così ritrovato a usare il legno, che è un materiale da scultura, in ambito pittorico, e poi via via di sperimentazione in sperimentazione sono arrivato alla mia produzione attuale. L’elemento principale è per me il colore, e tendo a un’estrema semplificazione delle forme, che nei miei dipinti sono soprattutto forme geometriche.

Puoi descriverci il tuo processo creativo?

Il mio processo creativo parte dall’osservazione, e in particolare dall’osservazione della natura, a cui si associano ricordi visivi degli anni passati in giro per l’Italia. A questi ricordi, a questi paesaggi, associo i colori della mia terra (sono nato in Sicilia). A un certo punto ho iniziato ad associare colori, forme e suoni e ho creato una serie di lavori che dal titolo “Rumori bianchi”, in riferimento ai rumori che inducono rilassamento. In queste opere ho pensato di utilizzare il colore allo stesso scopo. Mi piace che i miei quadri diano a chi li guarda un senso di pace.

Stai lavorando a qualche progetto particolare in questo momento?

Sì, oggi sto lavorando su superfici dipinte con colori molto tenui, che fanno pensare a muri screpolati, antichi. Questo progetto mi piace molto perché mi permette di tenere insieme un discorso sulla luce e sul suono aggiungendo anche la dimensione del tempo. Questa idea di creare superfici che possano dare un senso di datato l’associo, fondamentalmente, a tutto ciò che è stato creato dall’uomo e che viene tramandato dall’uomo. 

Come ti trovi con Cinquerosso Arte?

Ho scoperto il sito tramite i social e devo dire che mi ha colpito particolarmente il fatto di poter riprodurre la pittura attraverso stampa ad altissima qualità. Trovo che sia un’idea interessantissima perché – tra le altre cose – permette agli artisti emergenti di lavorare e farsi conoscere. Inoltre lo staff di Cinquerosso Arte è davvero molto serio e professionale.

Leggi l’intervista a Mattia Perru!

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