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ambra piccin architetto cortina d'ampezzo

Ambra Piccin – Cambiano i committenti, ma rimane la passione per la bellezza

27 - 10 - 2026

Dalle residenze di lusso agli hotel, l’architetto Ambra Piccin progetta spazi in cui interni ed esterni dialogano, con un’attenzione particolare all’armonia tra architettura e arte.

Ci può raccontare la sua storia professionale?

Sono stata la prima donna architetto ad aprire uno studio a Cortina d’Ampezzo, nel 1991. È stata una bella avventura, che nel tempo mi ha portata a costruire una realtà importante: oggi il mio studio, con sedi a Cortina, Milano e Venezia, è il più grande della zona e riunisce un gruppo multidisciplinare di professionisti tra i quali architetti, ingegneri e tecnici di vario livello. Seguo in particolare progetti architettonici complessi, che coordino anche come project manager, dalla prima idea fino alla consegna.

Ci occupiamo di residenze di lusso, hotel, ristoranti e spazi per l’ospitalità: ambiti diversi, accomunati dalla stessa cura per la qualità e per chi vivrà gli ambienti.

Negli anni abbiamo ampliato il nostro raggio d’azione, lavorando in tutto l’arco alpino, anche oltre confine, e in diverse aree d’Italia, non soltanto nelle località sciistiche. Oggi lavoriamo sempre più anche in borghi e territori meno conosciuti, che stanno vivendo una stagione di riscoperta. Accanto alle grandi città, cresce l’interesse per il recupero e la valorizzazione delle destinazioni minori e dell’entroterra, ricchi di fascino e potenzialità.

Qual è la filosofia che guida il lavoro del suo studio?

Per noi è fondamentale entrare in sintonia con il committente e tradurre le sue esigenze in un progetto coerente con il luogo e con le persone che lo abiteranno.

Nel tempo la committenza è cambiata molto. In passato lavoravamo soprattutto per famiglie che desideravano ristrutturare la propria casa o realizzare una seconda abitazione da vivere come un rifugio personale. Oggi la committenza si è diversificata. In Italia sono sempre più numerosi i fondi stranieri che investono nel patrimonio immobiliare, in particolare nel recupero e nella riqualificazione degli alberghi.

Il nostro Paese possiede un patrimonio alberghiero straordinario, anche in luoghi meno conosciuti. Questi investitori cercano opportunità di valorizzazione degli immobili, con un’attenzione crescente alla qualità dell’accoglienza e alle esperienze offerte ai viaggiatori.

Oggi, infatti, non si cerca soltanto una vacanza esclusiva o di lusso, ma anche una relazione autentica con il paesaggio e la natura. Questo orienta le nostre scelte progettuali: realizziamo grandi vetrate che incorniciano il panorama, logge e terrazze che permettono di vivere gli spazi esterni e il rapporto con l’ambiente circostante.

L’arte che ruolo ha nei vostri progetti? Come nasce il dialogo tra architettura, interior design e opere d’arte?

Anche in questo caso, molto dipende dal committente e dalla destinazione del progetto. Nelle residenze private, le famiglie hanno spesso preferenze artistiche precise e desiderano personalizzare gli ambienti con quadri e opere che rispecchino il proprio gusto e la propria sensibilità.

A Cortina, dove i valori immobiliari sono particolarmente elevati, molte abitazioni sono anche luoghi di rappresentanza e di incontro. La ricerca della bellezza e della qualità è quindi centrale. Nelle case che oggi realizziamo trovano spesso spazio opere d’arte contemporanea, scelte anche in collaborazione con le gallerie del territorio. Talvolta le gallerie ci mettono a disposizione le opere per consentirci di valutarne l’inserimento negli ambienti.

Credo che un’opera d’arte non debba essere soltanto bella, ma debba trovare una corrispondenza con il luogo in cui viene collocata. Bisogna considerare la luce, i colori, i materiali e le proporzioni dell’ambiente. L’architettura deve contribuire a valorizzare l’opera, così come l’opera deve dialogare con lo spazio che la accoglie.

Nel settore alberghiero, l’arte contribuisce anche a definire l’identità della struttura e a renderne riconoscibili gli ambienti. La scelta delle opere si confronta con l’esperienza di ospiti diversi, spesso internazionali, e segue quindi criteri differenti rispetto a quelli di una casa privata.

Come ha conosciuto Cinquerosso Arte?

Ho conosciuto Cinquerosso Arte in occasione degli eventi UNFOLD.zone, dedicati al mondo dell’architettura, dell’hôtellerie e delle residenze di lusso. Sono occasioni preziose per incontrarsi e condividere la passione per la bellezza, per gli spazi di pregio e per la qualità del progetto.

Trovo interessante che Cinquerosso Arte abbia scelto di specializzarsi nell’hôtellerie: una galleria che conosce le esigenze dell’ospitalità può essere un interlocutore prezioso per noi architetti, perché ci aiuta a scegliere opere in sintonia con l’identità degli spazi e con l’esperienza degli ospiti.

Leggi l’intervista a Daniela Colli!

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