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Carolaelupo artista astrattismo

L’arte è per me gratitudine – Intervista a Carolaelupo

Una pittura vitale, fatta di gesti energici e di colori capaci di spazzare via il grigio. Questa è l’arte di Carolaelupo.

Carola, quando hai scoperto l’arte?

Da bambina. Vivevo in un paesino del nord Italia, dove pioveva sempre e non si poteva uscire per periodi lunghissimi, in qualsiasi stagione. E io disegnavo, in quel tempo dell’infanzia che scorre lento, sotto quei cieli temporaleschi. Disegnare era quello spirito vivo che mi faceva trascorrere quel tempo e lo riempiva di un senso profondo, lo arricchiva di colori. Era un’azione vitale. Fuori c’era il mondo nero, ma io stavo dentro i miei disegni. 

E oggi?

Credo che il mio approccio all’arte sia e rimanga questo: un contatto diverso con me stessa, e un entrare in una dimensione “altra” del tempo e dello spazio. In questo senso i 70 giorni del lockdown sono stati per me ricchissimi. Ho disegnato tantissimo, di quel disegnare pieno di colore e di energia che mi contraddistingue. In un momento in cui molta umanità soffriva per l’isolamento, io ho avuto la possibilità di entrare ancora più in contatto con l’arte, e in una forma ancora più grata. Ecco, sono grata all’arte per tutto quello che ha dato alla mia vita.

I titoli delle tue opere sono molto evocativi. Come li scegli? 

Non c’è una regola precisa, ma spesso disegno con un intento e il titolo è sostanzialmente l’idea che ho in mente. Penso al sole, ho l’intento di entrare in contatto con la forza che esprime, con il simbolo, e disegno. Altre volte invece parto dall’azione, dal disegnare, e solo quando ho finito mi interrogo su quello che l’opera esprime, su quello che sta dicendo spontaneamente.

Parlaci del tuo pseudonimo, Carolaelupo. Da dove viene?

Carolaelupo nasce nel 2012 dall’incontro con un grande amore, che mi ha inevitabilmente cambiata. A volte la vita ci dà il dono di incontrare qualcuno – può essere un amico, un’amica, un amante, un cane – che ci rivela un amore di una potenza mai conosciuta prima. Lupo è stato un grande dono, come l’arte, e questo amore resterà con me fino all’ultimo respiro. Stava un po’ stretto nei panni del cane, e voleva fare tutto quello che facevo io. Quindi, quando mi vedeva così presente nei disegni, dimostrava in tutti i modi di volere la mia attenzione o di voler partecipare. Finché un giorno l’ho guardato e gli ho detto: “Guarda, Lupo, per quanto tu chiedi di intervenire in questo mio disegnare, ho finalmente capito che queste opere appartengono a tutti e due.”

Scopri le opere di Carolaelupo

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