Iscriviti alla newsletter e riceverai uno sconto del 10%
Regala una gift card a chi vuoi tu
claudia campone thirtyonedesign

Claudia Campone – Ci piace spingerci sempre un pò oltre

Con il suo studio, THiRTYONE Design + Management, Claudia Campone lavora a stretto contatto con brand prestigiosi traducendone identità e linguaggio nel contesto architettonico. Nel suo lavoro l’arte non è mai decorazione, ma spunto per fare ricerca e nutrire la creatività.

Può raccontarci come nasce THiRTYONE?
THiRTYONE nasce nel 2015, in un momento particolare della mia vita, quando avevo appunto 31 anni. Il nome deriva anche da un adagio che poi è diventato un po’ il nostro motto: “fatto trenta, facciamo trentuno”. Per noi significa andare sempre oltre, fare quello sforzo in più in ogni progetto, indipendentemente dal cliente o dalla tipologia. Cerchiamo sempre di spingerci un passo oltre, un “miglio in più”, per ottenere risultati spesso inaspettati. Alla base del nostro lavoro ci sono grande praticità, ricerca teorica e un forte entusiasmo progettuale.

CCom’è strutturato oggi lo studio?

Oggi lo studio è composto da circa 20 persone. Ho cercato di portare all’interno del team l’esperienza che ho maturato nella prima fase della mia carriera, quando mi occupavo di store planning per Fendi, progettando e realizzando negozi a livello globale. THiRTYONE si basa infatti su un approccio che unisce design e management: non solo progettazione creativa, ma anche gestione concreta di tempi e costi. Il team è formato principalmente da designer, architetti e progettisti, affiancati da figure di project manager.

Mi piace sempre sottolineare come questi due ruoli abbiano ritmi molto diversi: il lavoro del progettista è più lento, riflessivo e concentrato, mentre quello del project manager è rapido, dinamico e segue i ritmi accelerati del progetto e del cantiere.

Quali progetti seguite e in quali settori operate?

Circa il 60% del nostro lavoro è legato al retail design. Collaboriamo con brand molto diversi tra loro, dal lusso – come Dior, Loro Piana ed Etro – fino a marchi premium come Uniqlo o Stroili.

In alcuni casi sviluppiamo il concept creativo, che poi viene declinato a livello globale: definiamo format, materiali e linee guida, e lavoriamo sui primi negozi pilota. Una volta approvato il concept, lo adattiamo alle diverse location, dai flagship store agli spazi più piccoli come corner o shop-in-shop.

Accanto al retail, circa il 40% dei progetti riguarda allestimenti, mostre e installazioni site-specific. Ad esempio, durante la Design Week abbiamo realizzato per Uniqlo un’installazione nel cortile dell’Università Statale di Milano. Stiamo inoltre lavorando sempre di più nel settore dell’hospitality, in forte crescita soprattutto in Italia, occupandoci di hotel e spazi in cui i brand di moda fanno operazioni di brand takeover, cioè appropriazione di spazi in cui portano la potenza del loro marchio.

Che ruolo ha l’arte nel vostro lavoro?

L’arte ha un ruolo fondamentale. Negli ultimi anni è stata spesso banalizzata e utilizzata come semplice elemento decorativo, ma per noi è prima di tutto una fonte di ricerca, studio e ispirazione continua. Abbiamo avviato un programma di art residency all’interno del nostro ufficio, concepito come uno spazio aperto al dialogo e non solo alla produzione. Invitiamo periodicamente artisti a lavorare con noi: interagiscono con il team e alla fine del periodo realizzano un’opera site-specific. In questo momento stiamo collaborando con Cecilia Sammarco, che sta appunto realizzando un’opera che poi resterà esposta nei nostri spazi.

Il nostro studio si trova in un luogo molto suggestivo affacciato sul Circo Massimo, nell’antica zona dei lupercali, in un’area ricca di storia e significato, e questo contribuisce a creare un contesto molto stimolante per questo tipo di collaborazione.

Che cosa pensa di Cinquerosso Arte?

Quando ho conosciuto Cinquerosso Arte ho trovato subito molto interessante quello che sta facendo: è un’iniziativa importante per dare visibilità ad artisti che non sempre hanno accesso a contesti culturali privilegiati o a un sistema di supporto. Mi incuriosisce molto anche l’evoluzione del progetto, soprattutto l’idea di una galleria che esiste sia fisicamente che online, muovendosi tra dimensione tangibile e intangibile. Sono curiosa di vedere dove porterà.

Leggi l’intervista a Giampiero Panepinto!

Francesca Fazioli founder art director Cinquerosso Arte palazzo guidotti

Cinquerosso Arte compie 4 anni – Festeggiamo immaginando il futuro

Francesca Fazioli, fondatrice e direttore creativo di Cinquerosso Arte, racconta i primi quattro anni di attività tra obiettivi raggiunti, strade intraprese e prospettive future.

Francesca, il 5 maggio Cinquerosso Arte ha compiuto 4 anni. Ritornando con la mente al 5 maggio di quattro anni fa, qual è il primo pensiero?

Il primo pensiero è sicuramente un grande senso di orgoglio per il percorso che abbiamo fatto e per quello che siamo oggi. Insieme a questo, provo anche tanta gratitudine: verso gli artisti che hanno scelto di affidarsi a noi, ma anche verso i clienti e i professionisti che ci hanno dato fiducia in questi anni. 

Quando abbiamo inaugurato Cinquerosso Arte avevamo un duplice obiettivo: da un lato dare visibilità e spazio sul mercato ad artisti emergenti, dall’altro rendere l’arte più accessibile al grande pubblico. Era una sfida ambiziosa, ma oggi possiamo affermare di aver fatto passi importanti in questa direzione, anche oltre le nostre aspettative. 

Eravamo partiti come piattaforma online, e ci siamo radicati sempre più anche “offline”. Sono nate collaborazioni importanti, siamo cresciuti non solo da un punto di vista meramente commerciale: abbiamo ampliato i nostri orizzonti, ci siamo cimentati in imprese che non avevamo previsto all’inizio e che ci stanno portando lontano.

Qual è la chiave che ha reso possibile tutto questo?

Credo che dipenda dal nostro approccio, dalla nostra attitudine. Non solo da cosa offriamo, ma da come agiamo. Cinquerosso Arte nasce da Cinquerosso Studio, un’agenzia di comunicazione con oltre vent’anni di esperienza alle spalle, che ha sempre lavorato cercando di offrire al cliente una visione strategia. Non siamo mai stati semplici fornitori, perché abbiamo sempre arricchito i progetti con proposte che andavano oltre i limiti del singolo servizio. 

Questo ha influenzato profondamente anche il nostro modo di lavorare nel mondo dell’arte.
Non siamo semplicemente una galleria che vende opere: lavoriamo come consulenti. Accompagniamo il cliente – che sia un architetto, un interior designer, un’azienda, un hotel o un privato – in un percorso completo.
Ci muoviamo su più fronti, sempre con una visione strategica. L’opera d’arte non è mai un elemento isolato, ma deve far parte di un racconto, deve saper dialogare con gli spazi e il contesto architettonico, e (in particolare nel caso dell’hôtellerie) deve contribuire a rafforzare l’identità del luogo in cui si trova. Credo sia proprio questa capacità di creare connessioni, e aggiungere ricchezza ai progetti, che rappresenta la nostra chiave vincente.

Quali sono state le tappe più importanti di questi anni?

In questi quattro anni abbiamo costruito un percorso molto ricco e articolato. Una delle direzioni più importanti è stata sicuramente quella legata al mondo dell’hospitality, dove lavoriamo a stretto contatto con architetti e interior designer per integrare l’arte all’interno dei loro concept.

Abbiamo avuto l’opportunità di partecipare a progetti significativi – come U-Visionary a Venezia, MODE a Rimini, Je Rome a Roma, il ristorante Hilton e l’appartamento Rocco Forte in Via Manzoni a Milano – che ci hanno permesso di esprimere al meglio la nostra capacità di affiancare passo passo gli architetti. Parallelamente, abbiamo preso parte a fiere ed eventi di settore e realizzato installazioni, come quelle per InOut (uno dei più importanti eventi dell’hospitality a livello internazionale), che rappresentano momenti fondamentali di visibilità e confronto.

Un’altra esperienza importante è Lo Shoppino a Bologna, il nostro temporary shop: uno spazio pensato per avvicinare ancora di più le persone all’arte, permettendo loro di vedere e acquistare le opere, ma anche oggetti e accessori ispirati alle opere stesse, in un contesto accessibile e diretto.

Infine, una tappa fondamentale è stata l’apertura della nuova sede in via Farini 9 a Bologna. Attualmente siamo in fase di trasloco, e la nostra ambizione è che diventi un vero luogo di incontro tra arte, architettura, design e artigianato di alto profilo: un ambiente pensato per creare relazioni, stimolare idee e favorire nuove collaborazioni tra diverse figure professionali. Vorremmo, cioè, rafforzare ulteriormente la nostra capacità di muoverci su più livelli e in più direzioni, perché crediamo che l’arte non sia solo qualcosa da ammirare nei ritagli di tempo. Crediamo nella potenza dell’arte come linguaggio, come strumento di comunicazione, come fonte di benessere per le persone e magari anche come volano economico. E vorremmo farlo collaborando sempre più strettamente con architetti e interior designer. 

Cosa possiamo aspettarci per il futuro di Cinquerosso Arte?

Abbiamo iniziato sognando in grande, e continuiamo a farlo. Il nostro sguardo è sempre più internazionale. Vogliamo portare il nostro modello anche all’estero, mantenendo la stessa attenzione alla qualità, alla relazione e alla progettualità che ci contraddistingue.

Abbiamo già iniziato questo percorso dagli Stati Uniti, grazie a una partnership con Spaces by T, che opera come nostro reseller. È un primo passo importante, che ci permette di testare nuovi mercati e di far conoscere il lavoro dei nostri artisti a un pubblico più ampio.

L’obiettivo è continuare a crescere mantenendo fede a quella che è la nostra missione: vorremmo rafforzare il dialogo tra arte e architettura e creare connessioni sempre più solide tra professionisti, aziende e creativi, magari anche su scala internazionale. 
Vogliamo quindi mantenere un approccio ambizioso, continuare a migliorarci e realizzare sempre più progetti. 

Leggi l’articolo sulla nuova sede di Cinquerosso Arte, Palazzo Guidotti!

sede Cinquerosso Arte Palazzo Guidotti bologna Via Farini 9

Cinquerosso Arte cambia casa, e lo annuncia con una mostra

Una collettiva con le opere originali di 13 artisti emergenti in occasione ArteFiera 2026. Così Cinquerosso Arte presenta in anteprima la nuova sede in via Farini 9, al primo piano di Palazzo Guidotti a Bologna.

Francesca, che cosa succede in Cinquerosso?

Stiamo vivendo un momento di passaggio molto importante: lasciamo la storica sede dello studio Cinquerosso di Via Remorsella 5 e ci trasferiamo in un nuovo spazio, che diventerà la nostra nuova casa. Non parliamo solo di un cambio di indirizzo, ma di un’evoluzione naturale di ciò che siamo oggi per poter dare ancora più spazio alla creatività.

Dopo oltre vent’anni di attività nel settore della comunicazione, nel 2022 è nata Cinquerosso Arte, e oggi ci spingiamo ancora più in profondità nel mondo dell’arte e dell’interior design. Continueremo a sviluppare progetti di comunicazione, ma sempre più in dialogo con creativi e progettisti, proprio sull’onda del successo di Cinquerosso Arte.

L’idea è quella di creare una vera e propria “dimora”: uno spazio accogliente, vissuto, che favorisca la sinergia tra le diverse forme espressive. All’interno dei nuovi spazi vorremmo infatti coinvolgere, oltre ai nostri artisti, anche designer emergenti, artigiani, aziende selezionate, per presentare a studi di architettura e clienti privati oggetti d’arredo, nuovi materiali e ovviamente opere d’arte che possano completare e arricchire i loro progetti.

Un modello ancora poco diffuso a Bologna

Proprio così. Qui tutto è ancora molto frammentato: l’arte in galleria, il design negli showroom, gli accessori nei negozi di oggettistica. Noi vogliamo proporre un’esperienza diversa, integrata, dove arte e design convivono in un unico ambiente.

La nuova sede si presta perfettamente a questo scopo: saremo in Via Farini 9, al primo piano di Palazzo Guidotti, proprio di fronte alla prestigiosa Galleria Cavour. È uno spazio più raccolto rispetto al precedente, un vero gioiello: finestroni affacciati sulla città, soffitti affrescati, pavimenti in palladiana…Un ambiente classico ed elegante che dialoga armoniosamente con l’arte e il design contemporanei.

Come sarà la mostra?

È importante sottolineare che non si tratta di un’inaugurazione. Quella avrà luogo più avanti, probabilmente verso l’estate. Questa mostra è una sorta di anteprima organizzata in occasione di ArteFiera 2026, sabato 7 febbraio dalle 17 alle 22 e sarà visitabile solo su invito personale. Per chi vorrà partecipare, a partire da Lunedì 9 febbraio in poi, sarà possibile visitare l’esposizione facendo richiesta via mail a: info@cinquerossoarte.com. Sarà un’occasione per ammirare dal vivo le opere dei nostri artisti, e anche per acquistarle.

Questi gli artisti in esposizione: Giuseppe Barilaro, Luca Brandi, Letizia Carattini, Giulia Gray, Filippo Manfroni, Rosalba Mangione, Andrea Marchesini, Enrico Pelissero, Mattia Perru, Chiara Sgarzi, Polina Stepanova, Sonia Strukul, Francesco Zurlini.

L’allestimento sarà molto essenziale: solo luce e opere alle pareti. Volevamo che l’attenzione fosse completamente concentrata sui lavori esposti. Le opere rimarranno nello spazio anche successivamente, diventando parte integrante della nuova sede e di nuove iniziative.

Questa mostra è quindi un nuovo inizio?

Assolutamente sì. È la prima di una lunga serie di eventi ed esposizioni tematiche e progetti curatoriali specifici che realizzeremo nel tempo, sempre rivolgendoci al settore dell’interior design e dell’hospitality in particolare. Questa nostra nuova casa sarà sempre più viva e accogliente!

Leggi l’articolo sul temporary shop di Cinquerosso Arte!

T O P
SHARE

E-SHOP

L'ARTE PER TUTTI
Acquista pezzi unici, stampe Fine Art e poster artistici

VAI ALL'E-SHOP

B2B

PER ARCHITETTI E DESIGNER
Scegli le opere d'arte per i tuoi progetti o richiedi una consulenza

VAI AL SITO B2B
X

Iscriviti alla newsletter

Per ottenere uno sconto del 10% sul tuo primo acquisto. Resta sempre aggiornato con Cinquerosso arte